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LAMPEDUSA, LE CAMPANE E GLI INCONTRI

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Concentrare tutte le emozioni, i ricordi, i sospiri in poche parole non è la cosa più semplice da fare per raccontare l’ esperienza a  Lampedusa, esperienza che, tra le altre cose, ha portato me e chi era con me, a condividere la magia delle campane tibetane.036

Da molti giorni provo a scrivere, sintetizzo, taglio, cucio questo pezzo perché mi viene sempre troppo lungo, con troppe parole, con troppe emozioni forse.

Lampedusa è stata molto toccante, altamente formativa, spettacolare, divertente e molto molto sorprendente.

Sin dal primo metro di  viaggio tutto si è messo in fila, al momento giusto, nel modo giusto, come a voler sottolineare: tutto intorno vibra per far funzionare questa esperienza.

Gli incontri sono stati un fattore importante in questo viaggio.

Ogni persona che abbiamo incontrato oltre ad essere stata gentile e disponibile ha avuto la grazia e gentilezza di donarci una parte di se, un pensiero personale, un’aspettativa di vita, un’ esperienza, un sorriso e tanta gentilezza e disponibilità.

I luoghi mozzafiato, le spiagge, la bellezza di quest’isola hanno fatto il resto.

 

Mi viene normale pensare che sia particolare il modo in cui tutto ha girato per il verso giusto, mi fa riflettere su quanto sia importante essere presenti in ciò che si fa.

Partire per Lampedusa per fare una serata di armonizzazione non è una cosa che capita spesso, ma il messaggio che mi è arrivato assomiglia molto a questo: “nel momento in cui ci si mette a disposizione di una vibrazione, di un’idea, di un’emozione o di un desiderio, tutto intorno si allinea a questa disponibilità per far si che tutto si compia”.

 

La serata è stata la classica ciliegina sulla torta.

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Mentre si avvicinava il momento di partire per l’Area Marina Protetta (luogo in cui si svolgeva l’evento) ci domandavamo quante persone sarebbero venute, quasi a voler esorcizzare un latente timore di poca presenza. Il fatto che piano piano la sala si sia gremita a tal punto da far sedere la gente per terra o da farla stare in piedi appoggiata sul muro è stato sorprendente, entusiasmante, stimolante.

Questa frase racchiude molto delle emozioni vissute e delle percezioni che tutti abbiamo condiviso:

“All’inizio sembrava che ogni persona fosse per conto suo, poi, man mano che le campane suonavano, “TUTTI” è diventati una persona sola. E’ stato veramente bello vedere questo cambiamento”.

Ecco una parte della magia delle Campane Tibetane, ecco una parte della magia di Lampedusa ed ecco una parte della magia delle persone che hanno creduto in questo bellissimo progetto.

Lampedusa è un’isola stupenda, troppo spesso accostata a fattori di cronaca che ora come ora non sussistono; è un’isola completa, perché ti sorprende, ti fa respirare e ti toglie il fiato, ti fa gioire e riflettere e dona ad ogni metro qualcosa.

 

Ringrazio il mio amico e maestro Mauro per aver portato avanti e realizzato l’idea della serata di Lampedusa. Ringrazio le ideatrici, Luana e Anna . A completare la banda delle campane oltre al sottoscritto, Paola  e Paolo, Maria Gabriella.

Ringrazio Pietro de Rubeis per la fantastica location, Paolo per la cena fantastica e la sua bella compagnia, Simone per la sua simpatia e Cinzia per i vari reportage.

Ringrazio Lampedusa, perché mi ha donato tante belle emozioni, tanti ricordi, tanti amici nuovi e una bella condivisione di realtà.

Alla prossima…..

Michele

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