E’ sempre particolare avere a che fare con la terra, in tutte le modalità con cui essa ti può parlare e con tutte le modalità di definizione che le possiamo dare.

Cosi tra una zappata e l’altra, rompere la terra ha creato breccia dentro di me creando lo spazio di ascolto e attenzione per domande e bisogni che mi riguardano.

Dai meandri dei ricordi è rispuntato lo yoga, un sentiero che avevo intrapreso molti anni fa e che mi era stato di grosso aiuto per molte faccende nella mia vita.

Ho smesso di praticarlo con costanza e non mi ricordo nemmeno il perché, l’ho sempre considerato un toccasana per la mia salute e il mio equilibrio…ma si sa, a volte, i sentieri si incontrano, si imboccano, si perdono, si dimenticano o semplicemente smettono di essere sentieri.

Allora in questo viaggio nel passato ritorna fuori questa passione, o forse un semplice bisogno fisico che cerca di essere soddisfatto con una pratica già conosciuta.

Si sa, zappare e sentirsi dei catorci non è funzionale al progetto orto!!!

Cosi in questi giorni di godimento del tempo, con mille peripezie e tanta pazienza la mia amica Melissa, di Stile yoga, direttamente da Brisighella, mi è venuta incontro, pur rispettando la distanza di quarantena e mi ha gentilmente messo a disposizione delle sue lezioni, come a testimoniare che a dividere ed unire sono solo le nostre cagate mentali, quando si ha il giusto intento si trova sempre un modo per interagire.

Da qui è partita una riorganizzazione totale delle giornate e delle settimane. Avere tempo è un dono prezioso e va sfruttato bene. Cosi come avere un corpo in salute è un bene prezioso e dovremmo cercare di non buttarlo via. Concetto che devo tatuarmi da qualche parte visto che in questo caso la mia pigrizia è diventata veramente insostenibile.

Così ho deciso di infilare lo yoga nella mia nuova organizzazione del tempo.

Sapete il vantaggio di poter avere a che fare con il proprio passato è che avendo tempo si può decidere di gettare le basi per un futuro diverso, magari vivendosi diversamente il presente.

Molte delle cose che mi succedono in questo periodo sono un bel regalo, molte delle cose che mi vengono in mente sono un monito a non fare come facevo prima, ma a cercare di fare meglio in maniera differente.

Troppo spesso siamo portati a correre, affannarci a stressarci e non riusciamo a renderci conto di quando lo imbocchiamo quel sentiero, quando lo perdiamo e che cambiamenti ci sono nel mentre.

Ma ora non si scappa, è il momento di pensare qadrimensionalmente come diceva DOC a Marty altrimenti non si impara nulla dal passato.

La seconda puntata di questo periodo prevede l’attenzione a me attraverso una pratica che ho adorato e che mi ha portato tanti doni, anche se, col tempo l’ho persa di vista.

Praticare yoga mi riporta all’utilità del tempo e alla qualità di respiro, chiudo gli occhi sul mondo esterno e mi riapproprio del mio, ascolto la cadenza del mio respiro e non ascolto l’affanno che c’è in giro. Si può trovare un modo di stare anche qui, ora, ma sciogliendo non contraendo….

E quando sciogli ti rimetti nel sentiero che porta a te, da dove tutto comincia o…….