Da gironi mi riprometto di scrivere ma spesso mi blocco nel constatare che un sacco di gente scrive un sacco di cose e forse non è il caso di aggiungere.

Mi blocco per la mia solita pigrizia social e per un pizzico di vergogna che mi fa sempre domandare: “ma cosa vuoi che interessi alla gente???”

Passano i giorni e il rischio di farsi inghiottire da questa sequela di dubbi è quasi più pressante di questa situazione che viviamo e che è ancora ben presente nelle nostre vite.

Ho osservato e continuo a ad osservare le mie giornate e la consapevolezza che non devo aspettare nulla si fa sempre più strada nelle mie osservazioni. Non devo aspettare di tornare alla mia vita, perché la mia vita è qui ogni minuto. Non è in stand-by, non è segregata in casa…..è ogni secondo e basta.

Come il protagonista del film Marty McFly mi ritrovo a fare un viaggio in un tempo che posso personalmente considerare passato, verso un futuro che non sarà più lo stesso di quando sono partito.

Guardo la realtà di ciò che vivo e mi pare evidente che la frase “tornare alla mia vita di prima” sia quanto meno fuori luogo e di difficile attuazione (forse non solo per me…..ma non mi allargo troppo).

Così il viaggio nel mio personale passato parte dal contatto con la terra: IL GIARDINO!!!!!

L’erba da tagliare, le siepi da pulire, un orto da progettare, programmare, fare: via di vanga, di zappa, taglia erba e tutti gli accessori del caso.

Il ritorno al passato è stato coadiuvato da due fattori principali: un bellissimo sole che scaldava l’aria e una connessione che a dir poco lenta e instabile non mi consentiva grossi accessi al mondo “social”.

Che ritorno al passato sarebbe stato altrimenti? Ogni minuto della mia vita attaccato alle molteplici cagate che i social ci propinano in questi giorni…naaaaa….meglio vangare!!!!!!!!!!!!!!!!!

Molti sanno il mio poco feeling con il mondo social, feeling che di sicuro peggiorerà dopo questi giorni dove ipocrisia, ignoranza e falsità sembrano la regola di vita.

Dopo un tot di giorni ho capito che inconsciamente avevo staccato del tutto la spina.

Il mio modo di passare le giornate di qualche tempo fa, il modo di organizzarle e di “pensarle” era complente svanito, quasi che il prima non fosse mai esistito.

col senno di poi ho capito che è stata una utilissima pausa, utile a fare chiarezza su alcuni aspetti positivi che potevo mettere in atto in questo periodo che stiamo definendo “Quarantena”.

Questo stacco mi ha anche fatto provare dei brividini rispetto ai miei progetti furi, quasi a donarmi un diverso apprezzamento per un qualcosa che mi bolle dentro da un po’.

Il contatto con la terra mi ha aiutato a comprendere alcuni passi che volevo fare, alcuni cambiamenti che volevo portare. Mi ha anche ricordato quanto è bello dare amore a ciò a cui tieni, a quanto buono sia il profumo dell’erba appena falciata, a quanto la natura trovi sempre una via per esprimersi e riesca a crescere anche dove vedo cemento. Mi ha fatto presente che è dura vangare, che ci sarebbero modi più facili e meno faticosi, ma che comporterebbero una qualità d’amore differente e sicuramente una qualità di attenzione minore.

La terra può essere dura, può farti sudare e bestemmiare, ma sotto quella crosta ha sempre un regalo da poterti dare.

To be continued….