Ogni viaggio inizia, si svolge e finisce in primis dentro se stessi, per questo il terzo capitolo non poteva che intitolarsi “comincio da me”.

Questo titolo è molto auto-celebrativo, ma è anche celebrativo di uno dei valori migliori che sto ri-scoprendo in questo periodo: l’amicizia.

Riflessione questa che mi porta a menzionare jessica traverso, con cui condivido un percorso, “comincio da me” appunto, e con cui condivido una onesta e sincera amicizia.

Nelle nostre telefonate, mentre commentiamo abbastanza schiettamente, i mille hastag inutili, i mille aperitivi da poggiolo e la quantità infinita di profili, invece che di persone, che riempiono il web, capita anche che cerchiamo di aiutarci e rendere questo periodo il più propositivo possibile.

Cosi le domande sorgono spontanee: Cosa stai facendo? Cosa stai progettando? Come pensi di metterlo in atto? Tutte domande che prevedono una riflessione, un po’ di introspezione e di idee chiare insomma.

Mi rendo conto, col senno di poi, che tornare alla terra mi ha aiutato ad avere una visione più salutare di questi giorni e una “visione” differente di quello che voglio succeda quando tutto sarà diverso.

Il terzo capitolo non finirà con un ritorno alla normalità. Che poi vorrei capire cosa significa normalità!!!????

Non vivo l’ansia di tornare alla mia normalità, la mia normalità sono io…penso piuttosto a come migliorare me stesso per poter vivere meglio dopo.

Cosi leggo i libri che non ho mai letto, scrivo progetti che non avevo il tempo di scrivere, studio, mi formo, mi informo perché vibro nel fare non nell’aspettare.

Ho un giardino accogliente, una famiglia stupenda e ora ho anche il tempo. Il tempo è un regalo prezioso, unico e non va buttato via focalizzandosi su aspettative erronee o sulla paura.

Dove metto la mia attenzione? Cosa sto facendo per migliorare quello che mi riguarda? Cosa dipende da me? Cosa posso influenzare e cosa devo lasciar perdere. Sono le cose che mi ripeto più spesso. E quando la testa comincia ad andar più in là ritorno indietro, la terra, lo yoga, io…..

Alla fine del viaggio penso che si stia confondendo normalità con libertà e lo ritengo un grosso inghippo. Ciò che è stato spero non sia più, vorrebbe dire non evolvere, non imparare non crescere.

È una ricerca che richiede costanza, che richiede pazienza e non è sempre facile ma: comincio da me….per tornare indietro al futuro….